
“Mi è perfino venuto da pensare che quest’isola non esista, e di averla trovata solo perché la stavo immaginando. Non è un luogo, è un buco: intendo della rete. C’è una rete nella quale pare sia ormai impossibile non essere catturati, ed è una rete a strascico. In questa rete io insisto a cercare buchi…”
A. Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi
Racconti della Ragnatela - avete ancora qualche giorno per partecipare al nostro concorso!

Avete ancora tutto il tempo per partecipare al nostro concorso! Qui potete trovare il regolamento e leggere alcuni estratti dai racconti in concorso. Aspettiamo i vostri contributi!
Per informazioni, scrivete a: emptybook@petitesondes.net
…È una questione di simmetrie. Usi le tue sensazioni, e soprattutto i sentimenti, per indovinare, ribaltandoli specularmente, quelli dell’altra persona. Come quello che pensa: l’amo tanto, non può non amarmi. Come la mano che pensa dell’altra mano: si sovrappone, quindi è identica a me. E invece è opposta…
(da “Haiku”, contributo anonimo in concorso per Racconti della ragnatela)
Sul nostro sito potete leggere per intero Inadeguatezza, racconto breve di Pierpaolo Alberigi, in concorso per Racconti della ragnatela.
Fortunatamente sappiamo che la macchina del tempo, in senso fisico, non esiste e non esisterà mai. Altrimenti avremmo già avuto delle visite dal futuro, specie da gente senza scrupoli come si vede nei film. Forse nel futuro si potrà viaggiare nel futuro più profondo, questo non possiamo escluderlo con la logica, ma certamente non nel passato. Meglio così, perché viaggiare nel tempo sarebbe comunque un’azione falsaria e sleale, anche se fosse compiuta dalla persona più pura…
(Estratto dal contributo di ZH21 per i Racconti della Ragnatela: sul nostro sito potete leggere il racconto completo.)
A questo indirizzo potete trovare alcuni estratti dai contributi che ci sono già arrivati, e leggere qualche racconto intero.
Visitate il nostro sito per scoprire come partecipare alla nostra iniziativa. Vi ricordiamo che la partecipazione è aperta a tutti: il tema del libro può suggerirvi una direzione, risvegliare un ricordo, accendere un’idea, e desideriamo che vi sentiate assolutamente liberi di esprimervi secondo la vostra sensibilità. Aspettiamo le vostre storie!
Per informazioni, chiarimenti, proposte, scrivete a: emptybook@petitesondes.net
Una storia di ragnatele, ma questa volta vere, non virtuali…
Anni fa, tornando in macchina da Parigi verso Genova, io e la mia famiglia ci fermammo in una piccola città del sud della Francia, per mangiare e passare la notte. Non ricordo il nome di quel paese, ricordo che c’era un fiume. Una volta trovato l’albergo (una camera con sei letti) e un posto sicuro per lasciare la macchina carica non restava molto da fare. Prima di cena facemmo una passeggiata sul lungofiume arredato con delle panchine e una bellissima ringhiera di ferro battuto, a grossi riquadri. C’era ancora luce. Seduto in una panchina osservavo uno strano movimento sul ferro delle ringhiere. Ragni. Dei grossi ragni tondi e pelosi lavoravano, su e giù, ognuno in un suo riquadro, a costruire la propria rete. Tanti riquadri, tanti ragni, tutti indaffarati con il loro lavoro. Pensai di essere fortunato, ad essere passato proprio quel giorno che i ragni costruivano le tele. Ripassando dopo cena, con i lampioni accesi, potei ammirare il risultato: una meravigliosa balaustra di ferro e ragnatele, perfetta ed efficientissima. Zanzare e falene non avevano scampo, e infatti osservando bene potei osservare numerose prede già immobilizzate. Quei ragni mi ispiravano simpatia, pensavo che la cittadinanza dovesse essere loro grata per quel lavoro di disinfestazione.
La mattina dopo, prima di partire, passando nuovamente davanti a quella ringhiera la trovai completamente pulita, senza neppure le tracce delle ragnatele. Evidentemente gli addetti alle pulizie oltre ai marciapiedi pulivano ogni giorno quei riquadri di ferro. Dapprima provai un senso di sgomento all’idea che il lavoro di tutti quei ragni fosse stato distrutto con un colpo di spazzettone, ma poi mi venne in mente una teoria che uso spesso, quella di un patto tacito tra uomini e animali. Ciò che sembra un crudele sopruso, in realtà è un’opportunità, uno scambio. La ringhiera a quadroni facilita la fabbricazione delle tele, i lampioni attirano gli insetti e assicurano un pasto abbondante. La contropartita è dover vedere ogni giorno la propria opera distrutta per motivi di decoro, completamente da rifare. Se fossi stato uno di quei ragni, credo che tutto sommato sarei stato un ragno felice. (L.M.)
Racconti della ragnatela - per contribuire o chiedere informazioni sul nostro progetto, scriveteci a emptybook@petitesondes.net.

Contributo grafico di Simona Pocorobba per il nostro progetto Racconti della ragnatela. Potete trovare altri suoi lavori a questo indirizzo.
Per informazioni e per partecipare: emptybook@petitesondes.net

Vi ringraziamo per i vostri contributi al progetto Racconti della Ragnatela; a chi volesse ancora partecipare alla nostra iniziativa ricordiamo che c’è ancora molto tempo, non è necessario mettersi fretta: vogliamo che la raccolta sia il più possibile rappresentativa della vostra espressività. Inoltre, ricordiamo che questo libro non ospiterà soltanto racconti, ma anche vignette e graphic novel: siete liberi di scegliere la forma narrativa più utile e appropriata alla vostra sensibilità e alle vostre idee.
Per informazioni: emptybook@petitesondes.net
…era come se ci incontrassimo in un terreno neutrale, un deserto senza dimensioni, senza sedie e con una luce soffusa e uniforme, ciascuno con la sua cesta di ricordi. E senza vestiti, o, ancora di più, senza corpo, senza estetica. L’unica cosa che contava era il contenuto della cesta e la nostra capacità di presentarlo…
(da “Haiku”, contributo di anonimo per i racconti della ragnatela)
Continuate a mandarci i vostri racconti, avete tutto il tempo per partecipare e contribuire al libro. Trovate il regolamento qui.
Per informazioni, scrivete a: emptybook@petitesondes.net
